mercoledì 20 maggio 2026

do it again

 


canzone inno d'un'epoca, conosciuta dagli stessi che non hanno mai sentito un disco degli Steely Dan....per carità, non certamente tutti, ma per questo pezzo, popolare fino all'imbarazzo (ma ormai, pian piano, sempre meno) ci siamo sentiti, in una notte di prove in una sala diversa dalla nostra, di sfidare la presunta banalità....

Rarità nel brano è soprattutto il mio micro solo di chitarra, mai fatto in altre occasione e che ben difficilmente si ripeterà

c'è comunque e sempre una libidine valida e spendibile(ovviamente proporzionato alle nostre possibilità)

tenete conto il chitarrista non è un chitarrista...;)

buon ascolto!

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sabato 16 maggio 2026

cross my heart

 


pezzo ritenuto minore, facente parte di quei due dischi di inizio '90 che il Capo osò fare "oltraggiosamente" senza la E Street, facendo incazzare i fans di stampo talebano, che allora, provocatoriamente, preferirono il pur ottimo "better days" di Southside Johnny ove la E Street c'era e suonava eccome....

io già allora, ostinato e contrario come sempre, li trovai dischi ottimi, ovviamente e giustamente diversi, col Capo in una forma vocale impressionante ed un suono davvero bello (ottimi musicisti ed ottime produzioni) in entrambi i dischi, diversissimi ma complementari...

qui omaggiamo quell'epoca (d'oro anche per noi.....boia faus, i vent'anni........) con uno dei brani che ho sempre amato di più, forse per quella flemma blues/rock che mi piace sempre tanto.....comunque sia...: 
buon ascolto!

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giovedì 14 maggio 2026

il "nostro" born in the USA: glory days

 

Uscita nel 1984 come singolo dell'album monumentale Born in the U.S.A., Glory Days di Bruce Springsteen è molto più di un inno rock spensierato (ovvero quello che potrebbe sembrare...). È una riflessione agrodolce sul tempo che passa, catturata con quella precisione cinematografica tipica del Boss.

Ecco perché questo brano continua a risuonare dopo decenni:

  • Il Contrasto Perfetto: La forza di Glory Days risiede nel contrasto tra la musica e il testo. Mentre il riff di sintetizzatore di Roy Bittan e il ritmo incalzante invitano a ballare, le parole raccontano di incontri casuali con vecchi compagni di scuola che non fanno altro che rimpiangere i "giorni di gloria" della giovinezza.

  • Personaggi Reali: Springsteen mette in scena archetipi in cui chiunque può immedesimarsi: l'ex campione di baseball del liceo che ora beve al bar e la ragazza che, un tempo bellissima, ora si ritrova sola a crescere i figli. È il ritratto della classe operaia americana che guarda nello specchietto retrovisore.

  • L'Ironia Finale: Nell'ultima strofa, Bruce entra personalmente nel brano, ammettendo che anche lui finirà per sedersi in un bar a raccontare storie del passato, sperando che i suoi stessi "giorni di gloria" non lo facciano sembrare troppo patetico. È un momento di onestà brutale nascosto in un pezzo da stadio.

  • Il Video Iconico: Girato da John Sayles in un bar nel New Jersey, il video rinforza l'immaginario del brano, mostrando Springsteen che gioca a baseball in un campo polveroso, alternando scene di vita quotidiana a performance cariche di energia con la E Street Band.

In sintesi: Glory Days è la canzone definitiva sulla nostalgia. Ci ricorda che, sebbene sia dolce ricordare i successi del passato, il rischio di restare intrappolati in quei ricordi è sempre dietro l'angolo.

Da suonare: pezzo divertente, non facilissimo "da tenere" ma soprattutto ho sempre trovato difficile "far uscire" il ritornello come meriterebbe. La versione di questa interpretazione integrale di BITUSA live degli HH la trovo giocosa, finale, bella energica. Un buon lavoro, persino muscolare ;)

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MESSER BECK WUNDERKAMMER


L'intenzione era quella di scrivere in maniera asettica, professionale ed imparziale, lontano da partigianerie e coinvolgimenti emotivi, ma non è possibile.

Io a MG ci siamo lasciati oltre una dozzina d'anni fa, allo scollinamento dell'allora splendido Trioquater, gruppo cover che viveva di una solida fama locale, formato da gente che da vivere se ne procurava altrove e in altro modo, e viveva la musica in una perenne, volontaria e libidinosa fase ludica.

Insomma....: lo lascio pianista e arrangiatore e ovviamente medico nel 2012 e me lo ritrovo splendido compositore nel 2025...E' diverso, più grande, in ogni senso, persino più smaccatamente buono (con l'età capita, ma solo ai migliori). E soprattutto me lo ritrovo compositore, alla ricerca di suoni, parole, voci (fortunatamente ama la mia) e della "forma canzone" più perfetta possibile.

Questo è il "suo" disco. Sono canzoni profonde, belle, senza tempo come tutte le cose migliori, figlie di mille padrini ma di un padre solo, in un concept album voce e piano che è una piccola grande delizia. All'autore interessa zero di essere al passo coi tempi: il tempo è una finzione. A lui piace scrivere cose che possano rimanere, che possano scavare nel profondo dell'anima senza far troppo male, ma lasciando pure qualche segnetto.... E le canzoni, più complesse rispetto alla classica struttura cantautorale (invece a me tanto cara), sono capaci di avere la bellezza dell'ascolto puro e la grazia dell'orecchiabilità (che quando non è la comoda coperta di canzoni banali di autori furbastri per cantanti cretini, potrebbe persino farti credere -almeno per quei tre minuti- all'esistenza di dio)....

Caratteristica dell'opera è appunto di essere voce e piano per tutto il disco: pur essendo MG un ottimo pianista....(lui negherebbe con forza) qui si affianca a Marco Forni, fenomeno della tastiera, degli arrangiamenti ecc...., che ha suonato con due o tre manciate di giganti della musica cosiddetta leggera...; tocco e idee meravigliose, un vero fuoriclasse, che veste le canzoni di MG in modo da renderle, ciascuna, perfetta, perfettamente concepita e realizzata.

Il disco è la finestra sull'anima di un uomo, e va sentito assolutamente di sera, sorseggiando qualcosa che renda giustizia alla persona  e all'autore (dunque astenersi limoncelli e farsi avanti whisky e calvados), nell'attesa delle prossime due opere,  ove avrò l'onore, sotto la sigla del Trioquater, di affiancare orgogliosemente il mio amico che lasciai stupidamente per poi inciampare nella fortuna di ritrovarlo Autore.

SENTI QUI IL DISCO

 

martedì 12 maggio 2026

una nuova (esaltante) avventura musicale

 


MCMusic nasce nel 2023 per iniziativa di Andrea Saidu e di Marco Gilardone. 

Negli studi Manafon e Balance nascono i primi dischi di canzoni originali a nome MrsCarril a partire dal 2024. 

Nel 2025 entra in squadra Lorenzo Bianchi e con lui parte il progetto TrioQuater (gruppo attivo negli anni 2010 come cover band) che si ripresenta in modo nuovo con materiale inedito (il primo disco atteso per fine estate). 

Nel 2026 esordisce Messer Beck con Wunderkammer che vede la straordinaria partecipazione di Marco Forni, già collaboratore di Jannacci, Fossati, Renato Zero, Ramazzotti e molti altri in veste di pianista e arrangiatore. 

Lontana da logiche perfidamente commerciali la label McMusic punta a prodotti che nascano da una seria motivazione artistica e da una sincera qualità di intenzioni.

https://linktr.ee/mrscarrilmusic

lunedì 4 maggio 2026

Genova per noi

 


Genova per noi per me non è una canzone normale, o una canzone qualunque.

E' mio padre, i racconti della Genova degli anni '60 ove studiava, è lo sguardo del piemontese perso nelle nebbie che s'illumina davanti a un sogno liberty fatto di mare, casino, focacce e sole. E' andare negli anni ottanta a gironzare nei vicoli a mangiare focaccia con gli amici e nei negozi di dischi a cercare i bootleg. E' andare a suonare liscio nella società di Pontedecimo o all'immortale Estoril lungomare quando finivano gli ottanta....

E' andare ancora oggi, neanche una settimana fa, a camminare per la città per spuntare a Boccadasse e mangiare il risotto di mare forse più buono di sempre in un'osteria che porta il nome di un'altra splendida canzone che facciamo (questa, però, tutta genovese che di più non si può).

E finalmente, complice un concerto che dovremmo fare nel cuore della città, ci siamo decisi a suonarla, cercando di farlo col tatto dovuto. Sicuramente, con amore.

Genova, dicevo, è un'idea come un'altra.

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sabato 2 maggio 2026

tdk 80 ci stiamo sbagliando (video live)


 

tratto dal primo splendido disco di Luca Carboni, "e intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film", capolavoro degli '80 concepito nel giro bolognese dell'immenso Dalla (qui presente sotto le mentite spoglie di Domenico Sputo) grazie anche e soprattutto alla penna/tastiera di Gaetano Curreri ed al tipico sound degli Stadio....

Un brano che amiamo moltissimo e che tendiamo a fare in ogni concerto

buona visione e buon ascolto




giovedì 30 aprile 2026

I'm going down


Eccoci alla puntuale pubblicazione a puntate  del "nostro" Born In The USA.

Oggi tocca a I'm Going Down", in assoluto uno dei miei pezzi preferiti del Boss e sicuramente il brano che ho suonato e cantato di più nei meravigliosi decenni di musica live (tolto il primo periodo, 1985-1988, ove il Boss con il liscio c'azzeccava poco..., diciamo che è quantomeno dal 1990 che lo suono dal vivo, e, cosa bella ma mai scontata, sempre divertendomi).

Un pezzo che sa di America, profondamente springsteeniano come forma e contenuto (come un tempo si sarebbe detto dei temi), anche se va dato atto che è un brano relativamente poco suonato in concerto dal suo autore.....ci abbiamo pensato noi, in tutti questi anni, a compensare.....! ;) )

buon ascolto! 

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domenica 26 aprile 2026

e penso a te

 


Misurarsi con la musica di Battisti è sempre difficilissimo: troppo amati (poiché splendidamente amabili) gli originali, e spesso troppo bravi gli interpreti che in tale compito si sono adoperatti (Mina, Vanoni, jazzisti vari....). Però è anche pieno di cagnùs che massacrano  il povero Lucio nei deprimenti piano bar o nell'infinito orrore dei karaoke. E questo è un plastico esempio di argomento tanto consolante quanto confessoriamente benaltristico.

Sta di fatto che periodicamente facciamo.......

Qui si era a Torino nel 2010 (sia traccia che foto), purtroppo non avendo segnato con più precisione un "dove". Certo c'era gente che mangiava e beveva, una band che cercava di far meno male possibile al Genio battistiano, un estasiato nel pubblico che lancia l'applauso.

buon ascolto

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sabato 25 aprile 2026

let's dance live 24.04.26

 

                                                                        foto di pietro ruffini

ambiente splendidamente felliniano, apericena con scopo benefico, un sacco di bambini e musica per i genitori

riceviamo e pubblichiamo questo video filmato da sodaliziosmart , che ringraziamo




mercoledì 22 aprile 2026

TDK live Sarezzano 24.04.2026


 

tdk80 2026: le date!

 


09.01.2026 - società operaia Casalnoceto (al)

21.02.2026 - Wally's pub Tortona

24.04.2026 - società Sarezzano (AL)

27.06.2026 - terrazze palazzo ducale - Genova

09.07.2026 - piazza annunziata  Tortona

02.09.2026 - Novi Ligure 

martedì 21 aprile 2026

HH Purple Rain

 


registrata dagli HH nell'aprile del 2016

pubblicata per la prima volta oggi, 21.04.2026, per il decennale della scomparsa di Prince

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purple rain, acusticando nottetempo......


un piccolo modo di omaggiare colui che ci lasciò 10 anni fa e che segnò, forse come nessun altro, la nostra formazione musicale, colonna sonora della gioventù (una gioventù musicalmente ancora molto fortunata) e romanzo di formazione anche ben oltre la gioventù.....

qui ovviamente non c'è tutto questo, ma solo un sentito omaggio in solitaria.......



sabato 18 aprile 2026

va bene va bene così

 

quando uscì questo brano eravamo fan da poco, da quel Bollicine, folle, geniale e provocatorio, uscito poco prima del live destinato a ospitare, appunto, "va bene............" come unica inedita dell'album......
E "va bene........." col suo incedere, con quei tre accordi, quella voce da drugo perso e quel meraviglioso stacco di batteria ci piacque da subito tantissimo....
....così come impazzimmo per l'omonimo disco live, zeppo dei successi fino ad allora, e alla fin fine spartiacque come tutti i live dell'epoca.....
noi abbiamo deciso di dedicarci a questo brano ispirandoci ad una versione quasi "lounge" che sentimmo da qualche parte..... Capimmo che nel caso di Vasco, come del resto nel caso di quasi tutti i grandi, è stupidotto misurarsi con versioni sovrapponibili agli originali.
Meglio farle diverse che uguali più brutte.

buon ascolto
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martedì 14 aprile 2026

Bobby Jean

 


Pubblicata nel 1984 all'interno dell'album dei record Born in the U.S.A., "Bobby Jean" occupa un posto speciale nel cuore dei fan di Bruce Springsteen. Nonostante il ritmo incalzante e l'energia rock tipica della E Street Band, il brano nasconde una delle riflessioni più intime e malinconiche del Boss sul tema dell'amicizia e del distacco.

La canzone è universalmente interpretata come una lettera aperta a Steve Van Zandt, storico chitarrista della band e amico fraterno di Springsteen, che lasciò il gruppo proprio durante le sessioni di registrazione dell'album per intraprendere la carriera solista.

Invece di cedere al risentimento per l'abbandono, Springsteen scrive un testo carico di gratitudine. Il brano descrive il vuoto lasciato da qualcuno che se n'è andato senza saluti formali ("I came by your house the other day, your mother said you went away"), accettando però il cambiamento come parte inevitabile della vita.

Le caratteristiche della canzone:

  • Il Sassofono di Clarence Clemons: Il finale della canzone è dominato da un assolo iconico di Clarence Clemons. Quel suono lungo e struggente sembra dare voce a tutto ciò che le parole non riescono a esprimere, diventando il simbolo sonoro di un legame indissolubile. Insieme a Jungleland è forse l'unico assolo intoccabile, nel quale nessuno (neppure Loro) si permette di cambiare una sola nota...

  • L'Universalità del Testo: Sebbene dedicata a un amico, Springsteen usa un nome ambiguo ("Bobby Jean") che permette a chiunque di immedesimarsi, rendendo il pezzo un inno a tutti quegli affetti che si perdono nel tempo ma restano vivi nella memoria...: c'è (almeno) un Bobby Jean nella vita di ciascuno di noi....

  • Il Messaggio Finale: La frase "I'm just calling one last time, not to change your mind, but just to say I miss you, baby, good luck, goodbye" è forse il saluto più onesto e privo di egoismo della storia del rock.

Ancora oggi, durante i concerti, "Bobby Jean" rappresenta uno dei momenti di massima connessione emotiva tra Bruce e il suo pubblico. È il brano che celebra la fratellanza, ricordandoci che, anche se le strade si dividono, la musica e i ricordi condivisi restano un terreno comune dove potersi sempre ritrovare.

Dal punto di vista musicale, Bobby Jean è un brano assolutamente esaltante, facile da suonare e dalla resa (quasi) garantita. Certo, come tutti i pezzi del Capo, va "tenuta", tantopiù che è "martellata" con poca dinamica dall'inizio alla fine. Chiaro che alla fine il sassofono deve fare bene il suo "obbligato" dovere (ma devo dire che i tre della nostra storia, Batta, Greg e (qui presente) Mauri, son sempre stati bravissimi)

buon ascolto

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venerdì 10 aprile 2026

the river (facendosi prendere la mano...........)

 



Brano eseguito millemila volte nel decennio (abbondante) di storia degli HH....e questa NON è certamente la versione migliore...
Io avevo la voce distrutta, la band era manipolata per assenza del nostro vak, misteriosamente non suono l'armonica e alla fine, come dire, ci facciamo un po' prendere la mano......
Ma.....analizziamo nell'ordine:...la mia voce rotta non è mai stata così meravigliosamente waitsiana; vak era  più che degnamente sostituito da quel muro di suono che era Ricky; al posto dell'armonica un intro notevole del piano di Peppone e assoli notevolissimi di Branzo e Batta, anche insieme; ci facciamo prendere la mano e negli ultimi minuti c'è forse un pelo di casino.....? Ok, vero: ma non è tutto bellissimo???







giovedì 9 aprile 2026

tutta la vita

 


classico di Lucio Dalla, tratto da un disco, Viaggi Organizzati, che amai molto e che amo ancora, e che rappresentò per Dalla un'importante svolta, sia compositiva che di suoni e arrangiamenti. Svolta che, diciamolo con amore, non si rivelò sempre vincente.... Ma quest'album, che potremmo considerare l'inizio del periodo meno creativo, è ancora molto molto bello.

Coi Bourbon's la facemmo nel 1995 (questa versione), mentre coi tdk ci tornammo su l'anno scorso proponendo la versione del tour di Dalla e De Gregori Work in Progress, decisamente semplificata, e con un mood decisamente diverso. 

Ad essere pignolissimi, quella che sentite qui non è ispirata all'album, ma alla versione del live Dallamericaruso"

buon ascolto

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venerdì 3 aprile 2026

Trio Quater I got the blues


delle tante volte che Pino Daniele ha toccato il blues (o gli ha girato sapientemente intorno), questa è forse quella che preferisco, e che suono costantemente anche da solo....: pezzo perfetto, peraltro, per la misurazione della libidine musicale del giorno...

qui col secondo trio quater, con un favoloso Tambu al piano e la band che comunque gira come deve
buon ascolto

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martedì 31 marzo 2026

no surrender


Ed eccoci alla nostra pubblicazione del "nostro" BITUSA a puntate, ogni 15 giorni:

Pubblicato nel 1984 all’interno del colossale successo di Born in the U.S.A., "No Surrender" è molto più di una semplice traccia rock: è l’inno definitivo alla fratellanza, alla resistenza e al potere salvifico del rock 'n' roll.

Se l'album è spesso ricordato per i suoi sintetizzatori anni '80 (critica ovviamente esagerata per un capolavoro qual è...) e l'energia da stadio (e questo è vero), questo brano ne rappresenta il cuore emotivo più puro.

Il testo è una celebrazione dell'amicizia giovanile, ispirata in gran parte al legame tra Springsteen e il chitarrista della E Street Band, Steven Van Zandt. Versi come "We made a promise we swore we'd always remember" evocano un patto stretto in gioventù: quello di non conformarsi mai e di non tradire i propri sogni per le comodità dell'età adulta.

Uno dei momenti più iconici della canzone è la dichiarazione d'amore per la musica:

"We learned more from a three-minute record, baby, than we ever learned in school."

In questa frase è racchiusa l'intera filosofia del Boss: la convinzione che le canzoni non siano solo intrattenimento, ma bussole morali capaci di spiegare il mondo meglio di qualsiasi libro di testo. Ed è evidente che da queste parti non gli si dà torto....

Esistono due modi principali per vivere "No Surrender":

  1. La versione Rock: Quella dell'album, un'esplosione di batteria e chitarre che invita a correre e a gridare contro le avversità.

  2. La versione Acustica: Resa celebre durante il tour di Born in the U.S.A. (su insistenza di Van Zandt), trasforma l'inno in una ballata malinconica e riflessiva, sottolineando il peso degli anni che passano e la fatica di mantenere quelle promesse.

In definitiva, "No Surrender" non è un invito all'ostinazione cieca, ma un promemoria: mantenere vivo quel "fuoco" interiore è l'unico modo per non farsi schiacciare dal tempo e dalle sue malizie.....

Dal punto di vista musicale, no surrender è un pezzo difficilissimo da rendere: andatevi a sentire i bootleg ma anche i live legalizzati: anche la E Street non penso abbia mai dato alle stampe una versione senza qualche grosso errore: ha tutto per essere un insidia. Un riff chitarristico che se non sei a 440 (ovvero perfettamente accordato, e su quelle note alte, soprattutto live, è difficile esserli) si sente da dio, un ritmo incalzante che non puoi mollare un secondo, un'infinita varietà di cori ( quindi un'infinita possibilità di stonare, un testo che non sai dove respirare, ecc....

Qui, noi abbiamo fatto la nostra bella parte di errori, ma anch'essi, dunque, filologici.

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Piccola post produzione, anche aggiuntiva, nel marzo del '26


domenica 29 marzo 2026

le traiettorie delle mongolfiere


oggi, 30.03.2026, è il giorno in cui troviamo doveroso omaggiare una grande voce del cantautorato italiano, scomparsa dieci anni fa
Gianmaria Testa dei piemontesi aveva il garbo ed il sostanzialismo. Faceva canzoni bellissime e concerti pieni di emozioni vere.
Quanto si dovessero raggiungere le masse, oltre quei bei teatri che comunque riempiva e una manciata di dischi uno più bello dell'altro, era questione residuale rispetto, appunto, alla sostanza delle note, della voce, delle parole, delle atmosfere.
Probabilmente GMT è stato l'ultimo dei cantautori storici.
Ha chiuso col suo garbo la propria storia quanto quella di una delle scuole musicali più importanti di sempre e di ovunque (quella appunto del nostro cantautorato).
Mi son sentito in dovere di omaggiarlo, e di farlo ricordare a chi magari allora non ebbe occasione di conoscerlo.
Buon ascolto

out in the street

 


anno 2018, il penultimo concerto degli HH (da lì in avanti il rapporto con la musica del Boss diventerà sostanzialmente una "questione personale", e raramente di singoli brani proposti con i tdk dal vivo)

ancora una buona performance, con un Gila alla batteria davvero clamoroso (in questa traccia fa cose sublimi, mentre il sottoscritto si beve una strofa e la band è straordinaria nel recupero e nella missione "salvate il soldato FullG".....)

buon ascolto:

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sabato 28 marzo 2026

vedrai vedrai / mi sono innamorato di te


Con le canzoni di Luigi Tenco ci siamo misurati pochissimo: nella parentesi iniziale del liscio (1986/88), nella mezz'oretta dedicata agli anni sessanta e poi questa volta, quando entrammo in studio a registrare qualcosa col Trio Quater (dalle sessioni nacque Blus Brodo, il nostro secondo disco autoprodotto, dal quale misteriosamente Tenco rimase fuori per lasciar spazio a cose (alcune, ovviamente non tutte) che oggi reputo decisamente peggiori)....

Il fatto è che Tenco è difficilissimo da rendere, come tutti quelli realmente bravi.
Ovviamente l'approccio che abbiamo scelto non è imitativo, ma filologico e rispettoso.

D'altra parte come non si può non adorare uno che inizia una canzone con "mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare" ....?
Un vero rivoluzionario, molto più di alcuni portatori di messaggi politici spesso comodi o di pseudo incazzati ribelli da salotto con le scarpe firmate....

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giovedì 19 marzo 2026

The Wrestler

 


Pezzo epocale (meritevole di Oscar), naturalmente irraggiungibile, che suonammo anni fa nelle varie avventure acustiche (pubbliche e non), qui in una delle classiche registrazioni in solitaria (dette anche "della verandissima"), con qualche minima post produzione ma rigorosamente low fi.
buon ascolto






domenica 15 marzo 2026

the van morrison songbook ep: whenever god shines his light

 


il nostro amore per Van "the Man" Morrison è assoluto e risalente agli anni '80 (per ragioni anagrafiche: fossimo più vecchi lo ameremmo anche da prima....); corriamo sempre a comprare i suoi dischi, ci incazziamo per quelli inutili (purtroppo, tanti), gli spaccheremmo sulla testa quel sassofono che suona oggettivamente malissimo, ma periodicamente ci incantiamo davanti a quella meravigliosa voce e a quelle ballate che ancora, ogni tanto, gli escono e che abitano ormai sporadicamente i suoi dischi, quasi fossero un meraviglioso "errore".

Ma non potevamo, obiettivamente, non omaggiarlo. Per un certo periodo pensammo a un tributo, ed iniziammo le prove. Poi, come i 3/4 dei nostri progetti, è tramontato ed ha virato in altro.....Ma qualche traccia, come (quasi) sempre rigorosamente low fi, è rimasta, e ve la propongo volentieri.

Buon ascolto





sabato 14 marzo 2026

I'm on fire

Pubblicata nel 1984 come quarto singolo dell’album leggendario Born in the U.S.A., "I’m on Fire" rappresenta uno dei momenti più intimi, magnetici e sottilmente inquietanti della carriera di Bruce Springsteen.

A differenza degli inni rock da stadio che popolano il resto del disco, questo brano si distingue per la sua brevità (appena 2 minuti e 36 secondi, viene dilatato, ma neanche poi di tanto, nelle versioni live) e per una tensione trattenuta che non esplode mai del tutto.

Il brano è costruito su un arrangiamento minimale:

  • Il Beat: Un ritmo di batteria  costante (rim continuo, senza feel particolari) che ricorda il ticchettio di un orologio o un battito cardiaco accelerato.

  • La Chitarra: Un riff pulito, riverberato, tipicamente rockabilly, che crea un senso di spazio e solitudine.

  • I Sintetizzatori: Tappeti sonori soffusi che avvolgono la voce roca e sussurrata del Boss.

Il testo non parla di un amore romantico da cartolina, ma di una pulsione viscerale. Springsteen utilizza la metafora del fuoco per descrivere un desiderio che rasenta l'ossessione e l'insonnia.

"Sometimes it's like someone took a knife, baby, edgy and dull / and cut a six-inch valley through the middle of my soul."

Questi versi descrivono un vuoto emotivo quasi fisico. La canzone trasmette un senso di urgenza e di pericolo, enfatizzato dal celebre finale in cui la voce di Bruce sfuma in un ululato malinconico, lasciando l'ascoltatore sospeso in quella tensione irrisolta.

Nonostante la sua struttura atipica per le radio degli anni '80, il singolo raggiunse la Top 10 negli Stati Uniti e in molti paesi europei. Il video musicale, diretto da John Sayles, enfatizzò l'immagine di Springsteen come l'archetipo dell'uomo della working class, solitario e tormentato, consolidando il suo status di icona globale.

Ancora oggi, "I’m on Fire" resta uno dei brani più reinterpretati (da artisti come Johnny Cash a Lana Del Rey), a dimostrazione che la vera intensità non ha bisogno di grandi volumi per farsi sentire.

Nel nostro piccolo, posso dire che è un pezzo che viene bene solo se lo "senti" molto e se la band lo "tiene" (chi suona capisce perfettamente cosa intendo): in questa serata da BITUSA integrale, ne abbiamo fatta una dignitosa versione, con un'accelerata sensibile nella seconda metà, non inficiante il resto, per fortuna....

 buon ascolto:

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sabato 7 marzo 2026

I Gotsta Get Paid

 


Costola Blues di altri gruppi, spinoff che neanche star wars..., i Rumble Asses periodicamente stupiscono per incursioni pesanti nel blues più fumoso e cantinaro.....

Qui si omaggiano i mai troppo lodati ZZTop....atto unico e non ripetuto, né suonato live....

Certo che riascoltando il blues elettrico mi sale l'effetto caldarroste: incontenibile voglia......

buon ascolto!

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mercoledì 4 marzo 2026

vai in Africa Celestino (pezzi)

 


una bella versione, bella tirata, con la band che gira bene bene

il pezzo, un De Gregori particolarmente dylaniato (il brano è cugino primo...diciamo...di Broken), ma decisamente ispirato

2026

buon ascolto

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sabato 28 febbraio 2026

downbound train

 


"Downbound Train", tratta dal leggendario album Born in the U.S.A. (1984), è una delle tracce più cupe e potenti di Bruce Springsteen. Nonostante sia circondata da inni da stadio, questo brano rappresenta l'anima malinconica e narrativa del Boss.

Mentre molte canzoni dell'album parlano di resistenza o speranza frustrata, "Downbound Train" è il racconto di una sconfitta totale. Il protagonista perde tutto in una reazione a catena: prima il lavoro, poi la moglie, e infine la propria dignità. Il "treno diretto verso il basso" è la metafora perfetta per una vita che scivola via senza freni.

Musicalmente, il brano è un capolavoro di contrasti:

  • Il Ritmo: Ha un incedere martellante e costante, che potrebbe richiamare il movimento di un treno sui binari.

  • Il Suono: Le chitarre hanno un riverbero cupo e quasi "spettrale", e al contempo duro, molto lontano dal sound solare di Dancing in the Dark.

  • La Voce: Springsteen canta con un tono dolente, quasi rassegnato, specialmente nel finale dove il suono sfuma nel rumore del vento e del treno, per lasciare poi spazio ad un feel di batteria, per il rientro della Band, tra i più efficaci di sempre.

"Downbound Train" è spesso considerata il ponte ideale tra l'oscurità acustica di Nebraska e il rock muscolare di Born in the U.S.A.. È una storia che starebbe benissimo in un libro di Raymond Carver, messa in musica con la potenza della E Street Band.

È un brano essenziale per capire che Springsteen non è solo "bandiere e inni", ma anche un cronista spietato della solitudine e del fallimento del sogno americano.

Infine, è da suonare un brano al contempo divertente ed emozionante, capace di trasportare in un mondo tutto suo. Forse, personalmente, lo ritengo il brano più bello dell'intero disco (anche se è obiettivamente una lotta durissima). 

buon ascolto!

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lunedì 23 febbraio 2026

dont'you (forget about me)

 


uno dei momenti d'oro (fortunosamente tanti) dei tdk, qui brillanti anche grazie (oltre all'affiatamento del quartetto base) ai ricamini chitarristici ed ai cori del Danieli (oltre che ai suoi accordi giusti ;) ). Ma, soprattutto, questa traccia brilla per la partecipazione  di un pubblico a dir poco straordinario!!

buon ascolto!





domenica 22 febbraio 2026

absolute beginners (video live)



dal concerto del 21.02.26 al Wally's di Tortona, il mio personale brano preferito del Duca bianco, che da "soli" 40 anni speravo di riuscire a fare decentemente dal vivo.....

Per quelle che sono le nostre capacità, direi missione decisamente compiuta

buona visione! 



domenica 15 febbraio 2026

working on the highway

 


Il Contrasto Musicale

A un primo ascolto, il brano sembra un inno gioioso. Ha un ritmo incalzante, influenzato dal sound di Eddie Cochran e Buddy Holly, guidato da una chitarra acustica battente che ti spinge a muoverti. È la classica traccia da "viaggio in auto" con il braccio fuori dal finestrino.

Il Sogno Infranto

Se scavi sotto la superficie allegra, però, trovi una storia piuttosto cupa. Il protagonista è un operaio stradale che lavora sotto il sole cocente ("Working on the highway, laying down the blacktop"), ma la narrazione prende una piega drammatica:

  • Racconta di un amore non autorizzato con una ragazza minorenne.

  • Si conclude con l'arresto e la condanna ai lavori forzati in un campo di prigionia ("Working on the highway, working for the county line").

In conclusione

È un brano fondamentale per capire il "metodo Springsteen": la musica rappresenta la speranza e l'energia vitale, mentre il testo racconta la dura realtà della working class americana. Non è profonda come The River né epica come Born to Run, ma è un pezzo di artigianato rock incredibile che dal vivo esplode regolarmente.

Dal punto di vista strettamente musicale e strumentale è  un pezzo difficilissimo da rendere, soprattutto se, come noi qui, lo si suona a 45 giri......comunque la libidine del twist c'è...... ;)

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englishman in new york

 


uno dei momenti d'oro (fortunosamente tanti) dei tdk, qui brillanti anche grazie (oltre all'affiatamento del quartetto base) alle percussioni di Gigi che hanno ben movimentato il ritornello ed a un solo di sax soprano di Greg a dir poco sontuoso
buon ascolto!

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giovedì 5 febbraio 2026

dedicato


Cantato il secolo scorso sia dall'autore (il solito adorato Fossati) che dall'allora bravissima Loredana Bertè, dedicato è un brano decisamente entrato nell'immaginario collettivo della canzone italiana (e ce ne accorgiamo in ogni esibizione live).
Qui gravato da un effetto sorpresa discutibile ;) , lo proponiamo con divertimento e comunque con soddisfazione, e pur sempre con una punta di dubbio sull'andamento (le ballate di questo tipo son sempre in qualche modo insidiose)
buon ascolto!


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mercoledì 4 febbraio 2026

ci stiamo sbagliando


tratto da quel disco favoloso che profumava della Bologna d'allora, che aveva il sound degli Stadio, lo zampone di Domenico Sputo (Dalla), cantato e scritto (in parte) da questo cantautore "molto Vasco" (o così lo percepirono tutti, allora),  con una manciata di canzoni assolutamente perfette

a noi piace da sempre portare in giro il primo indimenticabile singolo (in questa versione live con tutte le imperfezioni del caso, ma la libidine necessaria)... 

buon ascolto

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lunedì 2 febbraio 2026

traslocando

 


brano che ha interpretato egregiamente Loredana Bertè quanto lo stesso autore, il solito (da queste parti) adorato Fossati...

qui in una nostra registrazione da remoto nei periodi della clausura.....

buon ascolto

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domenica 1 febbraio 2026

darlington county (& honky tonk woman)


 Se Born in the U.S.A. è l’album che ha trasformato Bruce Springsteen in un’icona globale, "Darlington County" è il cuore pulsante del suo lato più spensierato e "stradale". Mentre gran parte del disco nasconde testi amari dietro ritmi trascinanti (il contrasto più esaltante e più eclatante della storia del rock), questa traccia è un inno alla giovinezza, all'amicizia e a quella tipica speranza americana che brilla poco prima di scontrarsi con la realtà.

Collocata come terza traccia del lato A, "Darlington County" interrompe la tensione politica della title track per portarci direttamente nell'abitacolo di una vecchia auto diretta verso il South Carolina.

Il brano è sorretto da un riff di chitarra circolare e contagioso, arricchito da un pianoforte honky-tonk e dai cori "sha-la-la" che invitano immediatamente al sing-along. La produzione di Jon Landau pulisce il suono ruvido della E Street Band, rendendolo perfetto per le radio, ma senza perdere l'energia di un'esecuzione dal vivo.

Tra Speranza e Disillusione

La storia segue il narratore e il suo amico Wayne in cerca di lavoro e divertimento. C’è una sottile ironia nel contrasto tra l’entusiasmo dei protagonisti e la realtà che li circonda:

  • L'ottimismo: I due arrivano in città con i "soldi nel portafoglio" e la voglia di fare colpo sulle ragazze locali.

  • Il finale amaro: Come spesso accade nelle canzoni di Bruce, il sogno svanisce. Wayne finisce arrestato e il protagonista rimane solo, a guardare il mondo che va avanti senza di lui.

Nonostante siano passati decenni, "Darlington County" resta un punto fermo dei concerti del Boss. È una canzone che celebra il cameratismo maschile e la libertà del viaggio, pur ricordandoci che la strada non sempre porta dove avevamo pianificato.

È il brano perfetto per chi cerca il lato più luminoso (ma mai superficiale) del rock americano.

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venerdì 30 gennaio 2026

e la vita la vita

 


una "e la vita" conclusiva del concerto (ebbene sì: è la nostra albachiara.....;) ), arricchita di qualche "verso"

buon ascolto:

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