Genova per noi per me non è una canzone normale, o una canzone qualunque.
E' mio padre, i racconti della Genova degli anni '60 ove studiava, è lo sguardo del piemontese perso nelle nebbie che s'illumina davanti a un sogno liberty fatto di mare, casino, focacce e sole. E' andare negli anni ottanta a gironzare nei vicoli a mangiare focaccia con gli amici e nei negozi di dischi a cercare i bootleg. E' andare a suonare liscio nella società di Pontedecimo o all'immortale Estoril lungomare quando finivano gli ottanta....
E' andare ancora oggi, neanche una settimana fa, a camminare per la città per spuntare a Boccadasse e mangiare il risotto di mare forse più buono di sempre in un'osteria che porta il nome di un'altra splendida canzone che facciamo (questa, però, tutta genovese che di più non si può).
E finalmente, complice un concerto che dovremmo fare nel cuore della città, ci siamo decisi a suonarla, cercando di farlo col tatto dovuto. Sicuramente, con amore.
Genova, dicevo, è un'idea come un'altra.

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