mercoledì 22 luglio 2026

Hungry Hearts live Arquata : spirit in the night

 


esegesi (ovviamente dell'originale)

​"Spirit in the Night" è un'esplosione di energia giovanile, edonismo e libertà. 

Rappresenta la perfetta quintessenza del primo Springsteen: storie di strada, personaggi "sopra le righe" e quella sensazione elettrizzante che tutto possa accadere in una calda notte d'estate.
​La canzone racconta una scappatella notturna di un gruppo di amici sbandati diretti a Greasy Lake, un luogo quasi mitologico di evasione, alcol, sesso e rock 'n' roll.

Il vero protagonista sonoro del brano è Clarence Clemons. Il suo sassofono calmo, caldo e incredibilmente "groovy" trascina l'ascoltatore dritto nel cuore della notte. È uno dei primissimi esempi della magia tra Bruce e il Big Man.

Il pianoforte elettrico Fender Rhodes di David Sancious dà un tocco quasi jazz/R&B, sorretto dalle percussioni incalzanti di Vini Lopez e dal basso profondo di Garry Tallent.

​Springsteen dimostra fin da subito le sue incredibili doti da narratore, presentando una galleria di "emarginati" indimenticabili:
​Wild Billy: Il capo carismatico e un po' folle del gruppo.
​G-Man & Hazy Davy: Gli immancabili compagni di avventure.
​Killer Joe & Crazy Janey: Le figure che accendono la tensione romantica e sfrontata della notte.

I testi sono densi, frenetici e fortemente influenzati da Bob Dylan, ma con una visione tipicamente urbana ed energetica che appartiene solo a Springsteen.

Se la versione in studio è ottima, è sul palco che la canzone si trasforma in un vero e proprio rito collettivo. Nei concerti, la parte finale diventa una celebrazione scatenata tra Bruce, il pubblico e la band.

​"Spirit in the Night" è un biglietto di sola andata per i ruggenti anni '70 del New Jersey. Un classico fondamentale per capire le radici dell'E Street Band e la nascita di un mito.

Averci a che fare: spirit in the night è un pezzo difficile. Parecchio. Difficile da suonare, da interpretare e, in una parola, da "rendere"....: la band deve essere quadrata come non mai, ma al contempo sciolta come non mai; a cantarla diventavo matto: i testi dei primi album hanno una falsa metrica perfetta e diabolica, e certi acuti sono irraggiungibili (ovvero....: irraggiungibili con una voce che sia bella....terribile è chi dice borioso "la prendo" e poi sembra una berta in calore....meglio evitare con stile.....).

Speriamo in questo video, girato nel penultimo (se non sbaglio) concerto degli HH, di aver rispettato il Verbo e di non aver violato troppo le sacre partiture.......


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