Tutti abbiamo sentito cosa ha detto il Boss sulle politiche e gli atteggiamenti dell'attuale Presidente degli USA (così come abbiamo sentito la risposta, perculante e sprezzante, da settenne ineducato, del Presidente).
Springsteen ha parlato dedicando, di fatto, un intero tour a questa missione "risvegliante", prendendosi, oltre alla nota reazione fanciullesca del Presidente, anche sui social frasi sconnesse di variegati non pensanti, nostrani e non: dal "pensi a cantare" (in fondo cos'è se non un giullare dedito unicamente al nostro sollazzo?) al capolavoro "ma è ricco anche lui", che non merita commenti per amor di Patrie. Naturalmente, foste d'accordo con questi due monumenti alla banalità ed al non pensiero, siete cortesemente invitati a lasciare questo blog.....
Va anche sottolineato che gli attestati di stima e solidarietà hanno superato di gran lunga le critiche.
Per questo nel mio piccolissimo mi sono ricordato di averla cantata, questa canzone che oggi il Capo rende inno e simbolica, e che potesse valer la pena di riproporla, come puro gesto di solidarietà e di "comune sentire".
Sicuramente quando la cantavo col gruppo o la canto ancora in solitaria, avevo ed ho ben preciso il testo (non si può amare il Boss ignorando o non apprezzando i suoi testi), e l'ho sempre interpretata (o almeno mi son sempre sforzato di farlo...) cercando di sottolinearne il giusto significato.
Un treno che porta tutti, con nessuna eccezione, verso una terra di speranza e di sogni. Che non sarà certo disturbato, alla lunga, dal Trump di turno, ma verrà sempre buono per i Trump del futuro.
D'altra parte (e citiamo un altro gigante), uno scoglio non può arginare il mare.
Buon ascolto
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