Cover Me", il rifugio tra le macerie del mondo
Quando Bruce Springsteen scrisse "Cover Me", non aveva intenzione di tenerla per sé. Originariamente composta per la "Regina della Disco" Donna Summer, la canzone fu trattenuta nel repertorio del Boss su insistenza del suo manager Jon Landau, che ne intravide il potenziale commerciale.
Il risultato fu un successo travolgente: il secondo singolo di Born in the U.S.A. a scalare le classifiche, portando Springsteen su territori sonori inesplorati. Nonostante il ritmo incalzante e il basso pulsante che strizza l'occhio alle piste da ballo, "Cover Me" nasconde l'anima tormentata di un uomo che cerca disperatamente riparo da un mondo ostile. È un pezzo che danza sull'orlo del precipizio, unendo l'energia della E Street Band a una tensione emotiva cupa e claustrofobica.
Per comprendere appieno "Cover Me", occorre analizzarla sotto tre aspetti fondamentali: la genesi, il contrasto testuale e l'esecuzione musicale.
1. La Genesi: Tra Rock e Dance
Il brano nasce durante le prolifiche sessioni del 1982. In quel periodo, Springsteen esplorava generi diversi e "Cover Me" ne è la prova. Sebbene la versione dell'album sia un rock robusto, il brano ha subito numerosi remix (curati da Arthur Baker), diventando un caposaldo anche nei club dell'epoca. Questo dualismo ha permesso a Bruce di mantenere la sua integrità rock pur dominando l'era di MTV.
2. Il Testo: Il Tema dell'Assedio
A differenza di altri brani solari dello stesso album, il testo di "Cover Me" è quasi paranoico. Il mondo esterno è descritto come un luogo violento e spietato:
"The times are gettin' hard" (I tempi si fanno duri)
"I'm lookin' for a lover who will come on in and cover me" (Cerco un'amante che entri e mi protegga)
La parola "cover" non indica solo un abbraccio amoroso, ma una vera e propria protezione militare o "meteorologica" ("Outside's the rain, the driving snow"). La relazione amorosa è vista come l'unico bunker possibile contro la crisi economica e sociale (e "politica"?) degli anni '80.
3. L'Esecuzione Musicale
La Chitarra: Il vero cuore pulsante del brano è l'assolo di chitarra di Springsteen. È uno dei suoi interventi più feroci e spigolosi: note tirate, quasi stridenti, che riflettono l'ansia descritta nel testo.
La Sezione Ritmica: Il basso di Garry Tallent e la batteria di Max Weinberg creano un "groove" implacabile. È un suono secco, moderno per gli standard di Springsteen, ma privo di quella "leggerezza" tipica del pop dell'epoca, pur avendone apparentemente i suoni....
La Voce: Bruce canta con un tono urgente, quasi strozzato, sottolineando il bisogno fisico di rifugio.
"Cover Me" resta ancora oggi un esempio perfetto di come Springsteen sappia mascherare messaggi profondi e inquieti dietro ritmi apparentemente scacciapensieri.
buon ascolto con la "nostra" Cover Me

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